SHELì - Colui che si libera dall'inganno
Viaggio-Seminario
Il viaggio per chi è pronto al passo successivo della propria evoluzione.
Shelì è un retreat unico nel suo genere, nato dalla collaborazione tra Chantal Dejean e la Dott.ssa Giuseppina Tazzioli, una cara amica e collega con cui Chantal condivide anni di ricerca interiore, studio e lavoro sull’essere umano.
Questo percorso è stato ideato per rispondere a un’esigenza sempre più frequente tra coloro che hanno già compiuto un lungo e profondo lavoro su di sé: arrivare a un punto in cui la vita funziona, le ferite sono state elaborate, la struttura interiore è solida… eppure qualcosa dentro sussurra che c’è un nuovo livello da affrontare, un salto ulteriore da compiere.
Shelì non è un percorso per iniziare: è un percorso per chi è già arrivato lontano.
Per chi ha integrato parti ferite, ricucito strappi interiori, trasformato schemi antichi.
Per chi, dopo aver sistemato la propria vita personale, familiare e lavorativa, si domanda:
“E adesso? Qual è il prossimo passo della mia evoluzione?”
È a queste anime mature, consapevoli e già strutturate che Shelì si rivolge: a coloro che percepiscono il desiderio di andare oltre, di aprirsi a un movimento più fine, più autentico, più coraggioso.
Shelì rievoca gli antichi passaggi dei templi iniziatici egizi, luoghi in cui l’essere umano veniva invitato a guardare senza filtri la propria matrix interiore, la propria maschera, la sottile auto-narrazione con cui spesso si tiene in equilibrio una vita “giusta”, “bella”, “tranquilla”… ma non completamente animica.
Il retreat guida i partecipanti a riconoscere:
- dove ci si sta autoingannando;
- dove il “signore degli inganni” interiore mantiene l’anima in una bolla di comodità;
- dove la potenza del proprio essere non riesce ancora a manifestarsi sulla terra.
È un percorso che richiede coraggio e maturità spirituale, perché porta a guardare ciò che resta nascosto anche dopo anni di lavoro su di sé.
L’ambientazione: il deserto come rivelazione
Tutto avviene in un luogo fuori dal tempo: l’Oasi di Siwa, nel cuore del deserto egiziano.
Una distesa di silenzio assoluto, luce immensa e spazi che aprono l’interiorità.
La struttura scelta è essenziale e incantevole, priva di elettricità, con alimenti naturali, assenza totale di televisione, e solo la linea minima necessaria per comunicare con la famiglia.
Qui si torna a ciò che è vero, a ciò che è semplice: terra, cielo, silenzio, respiro.
Togliendo il rumore del mondo, si toglie anche la possibilità di rimanere nell’esteriorità.
E allora la domanda sorge spontanea:
“Se mi spoglio di tutto ciò che definisce la mia identità, chi sono davvero?”
In questo spazio si entra in ascolto della propria essenza, del proprio desiderio profondo, di ciò che l’anima realmente vuole rivelare.
Per l’intensità e la delicatezza del lavoro, l’accesso al retreat è selezionato.
Prima dell’iscrizione vengono richieste delle informazioni a titolo conoscitivo, per garantire che il partecipante abbia già maturato un percorso interiore solido e sia pronto ad affrontare la profondità del processo.